TRUTHFUL (il virus della verità)

by

 

“Truthful (il Virus della Verità)”, si potrebbe definire una moderna parabola teatrale sull’ingiustizia del mondo.

Di colpo, un potente Virus, fa emergere e quindi esplodere, l’eterno squilibrio tra la parte ricca e la parte povera del pianeta.

In una società globale, come la nostra, dominata dalla menzogna e dai falsi valori, che valore assume la “Verità”?

La sconfitta della menzogna, vero manto protettivo di un’umanità furba e spietata, spiazzante per il Potere e la Ricchezza, porta a riconsiderare i rapporti con l’inferno dei diseredati, con coloro che vivono, in sostanza, senza la rassicurante presenza di denaro o Carte di Credito, specie se Oro o Platino.

Una sincerità in Mondo Visione che, durante una diretta no-stop, mostra il vero volto di politici, industriali, dei loro animali domestici e perfino dei giornalisti in diretta.

Rivelazioni “ON AIR” che portano il mondo sull’orlo del baratro:

“…Si riempiono le carceri e si svuotano i parlamenti.”

Un testo divertente, certo, ma che porta a riflettere, con amarezza, sugli squilibri di una società malata.

Un pugno nello stomaco che è denuncia sociale, la più potente ed efficace, perché frutto della satira e del paradosso, come nella migliore tradizione del Teatro.

 

 

Ho voluto dare dignità alle parole, che Claudio Forti ha pensato per raccontare questa divertente storia, utilizzando pochissimi elementi scenici.

Infatti la scenografia è essenziale, senza orpelli o esagerati espedienti teatrali.

Un’ importante spunto che ho scelto è quello del dividere il “dentro lo studio” dal “fuori lo studio”.

Nella mia idea, ognuno di noi si può rivedere in uno degli svariati ruoli scritti dall’autore, ed è per questo motivo che ho affidato a due attori molto abili (Bruno Prestigio e Michele Carvello) vari ruoli, che con un semplice ed efficace cambio di costume, muovono il plot.

FRANCESCO TORRE

 

 

La scenografia, il light design, i costumi, gli oggetti di scena ed i movimenti degli attori sono un unicum concepito per conferire una forte nota d’astrazione al testo di “teatro dell’assurdo” di Claudio Forti che diventa, in questo adattamento che abbiamo realizzato con il regista Francesco Torre, una scultura di luce, suono e movimento.

Cos’è vero? cos’è falso?

Cos’è realtà? Cos’è sogno?   

Allo spettatore non si propongono risposte ma stimoli alla riflessione e al cambiamento.

Quasi tutto avviene dentro una “scatola della finzione” (box), di sei metri per sei realizzata con nastri elastici orizzontali sufficientemente distanziati per vedere, come attraverso un noise da schermo televisivo, le figure dei quattro attori che interpretano al suo interno tutti i personaggi tranne la regia.

All’occorrenza, tramite cambi luci e video-proiezioni sulla sua maglia di elastici, il box acquisisce assoluto protagonismo mentre la figura umana sparisce, come in un trionfo della “macchina della finzione” sull’uomo.

Un quadrato di luce di due metri interno al box evoca la “finzione nella finzione”, gli interventi dall’esterno dello studio televisivo.

Unico elemento di scena esterno al box è il tavolo del regista che nell’illusione di dirigere gli avvenimenti di fatto ne è travolto.

Gli attori escono dal box aprendo la maglia elastica quando sono posseduti dal virus Truthful e nei pochi momenti di “verità”, come in un processo di rinascita.

Il light design è concepito per lavorare con i vari piani della scenografia e trasformare i corpi degli attori o gli oggetti di scena in semplici ombre piane stilizzate, oppure in elementi tridimensionali che danno vita alla scena e su cui via via si accende l’attenzione. La luce non è mai generica quindi ed il buio assoluto, il nero, è parte essenziale dell’opera.

FRANCESCO DUCATO | STARDUST*

Marsala
Sullo sfondo di Salina Genna,
«Il virus della verità» di Claudio Forti cattura e conquista il pubblico

Cominciamo dal luogo: Salina Genna, Marsala, al calar del sole, alle 19.30, nell’ora che volge al desio e intenerisce il core, per dirla con Dante, il vero protagonista del momento è il tramonto: sullo sfondo del mare, là, in fondo all’orizzonte, quella palla arancione che sta per nascondersi, crea una suggestiva atmosfera, a dir poco poetica, che ti cattura il cuore, i sentimenti; e i riflessi dei raggi si specchiano sulla superficie della salina ricolma di acqua stagnante, firmano l’opera di Madre Natura.

In questo suggestivo quadro, una sentina di cumuli bianchi di sale cristallino fanno da comparse al paesaggio; sul bordo della riva si ergono antiche costruzioni di tufo, dove una volta si macinava il sale, che ci trasportano in una epoca arcana.
In questo contesto da meraviglia, gli organizzatori dell’evento, hanno piazzato, al centro di un campo di acqua, una pedana, ovvero un palcoscenico, raggiungibile da un percorso di tufo, tanto per restare in tema; palcoscenico sul quale hanno collocato solo due elementi scenografici: a destra un banco dove una coppia di giornalisti, un uomo e una donna, di una trasmittente televisiva internazionale, presenteranno le sequenze che a sinistra, in un riquadro sul palcoscenico illuminato, due attori agiranno, avvalendosi di volta in volta di costumi appesi a una sorta di baule, per dar vita ai personaggi; il tutto si staglia su un fondale striato di fili: questi sono gli elementi serviti a dar vita all’opera Truthful (Il virus della verità) di Claudio Forti, interpreti, tutti bravi, sono: Francesco Torre, Martina Cassenti, Michele Caravello, Bruno Prestigio, regia di Francesco Torre. Scenografia Arch. Francesco Ducato (Stardust) e fotografia Dott.ssa Carla Athayde (Stardust).

All’autore è stato riservato il ruolo del regista, che da fuori scena interviene e interloquisce con gli interpreti.
Veniamo all’opera: questa performance, dal sapore sarcastico, irriverente, drammaturgicamente si articola tra due conduttori televisivi che, rivolgendosi al pubblico, introducono i temi di attualità che altri due attori interpreteranno.
L’autore, forte della suo linguaggio ironico e saporito, in realtà fa della satira agli eventi che quotidianamente popolano le televisioni, invasi da un virus che smaschera i comportamenti ipocriti dei personaggi; e, tra una narrazione e l’altra, inserisce la vita privata, ricca di tradimenti da parte della compagna, dei due interpreti conduttori.
La regia di Francesco Torre ha ben sottolineato l’aspetto satirico dell’autore, consegnando ai personaggi una gestualità stilizzata, caratterizzante, e una recitazione dal ritmo incalzante.
Il pubblico numeroso non ha lesinato gli applausi. Anche a scena aperta.

 

28/08/2019 22:13:00

Scrive Rosalba Catalano, sullo spettacolo «Truthful» (il virus della verità)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Truthful ( il virus della verità). Cade a fagiolo questo atto unico andato in scena nella suggestiva cornice della Salina Genna. Un’opera di Claudio Forti per la regia di Francesco Torre.

Un virus, che molti di questi tempi vorrebbero come la manna. Pensate, se solo i potenti, ricchi, quelli che sotto banco fanno le peggiori cose, si trovassero di colpo a perdere la capacità di mentire. E provate ad immaginare se l’unica cura, l’unico antidoto, fosse la cacca, ma non la cacca di chiunque, eh no! Troppo comodo, ma la cacca dei poveri, dei disoccupati, degli indigenti. Ebbene, con la sua anima tagliente, lucida ed ironica Claudio Forti ci fa sorridere pur essendo un’amara verità.

La regia del bravo Francesco Torre completa il tutto. Viene fuori una messa in scena leggera, che sì, strappa sorrisi, ma di quelli che ci guidano ad amare riflessioni.

Lo spettacolo, andato in sold out, ha visto sul palco lo stesso regista Francesco Torre affiancato da Martina Cassenti, Michele Carvello e Bruno Prestigio che ci hanno letteralmente catapultato in un mondo tanto surreale quanto crudo e ferocemente vero.

Rosalba Catalano

 

https://www.youtube.com/watch?v=rrwaH3r7a5Y

 

 

 

 

 

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *